Il Museo Casa Siviero, un luogo sorprendente

La casa di un grande collezionista del Novecento, Rodolfo Siviero, meglio conosciuto come il James Bond dell’arte.

Cosa c’entra James Bond con un museo di Firenze? Al di là del fatto che la celebre spia britannica è un amante della bellezza (in particolare femminile…) e dell’Italia, non sembrerebbe esserci nessun legame tra di lui e la città di Firenze.
Il fatto è che a Firenze è vissuto un James Bond in carne ed ossa, o meglio è vissuto un uomo straordinario che durante gli anni del fascismo ha contribuito a recuperare molti pezzi di valore della storia dell’arte depredati durante la guerra dalle truppe nazi-fasciste. Il suo nome era Siviero, Rodolfo Siviero. 


Una vita da vero 007

Negli anni dell'occupazione nazista, Rodolfo Siviero ricopre un ruolo di agente presso un Servizio Informativo. Sotto il comando delle forze alleate e in collaborazione con le milizie antifasciste svolge una vera e propria attività di intelligence, occupandosi tra le altre cose di raccogliere informazioni sulle opere d'arte trafugate dai nazisti. 

Dopo la liberazione di Firenze, avvenuta nell’agosto 1944, Rodolfo collabora con la Commission Fine Arts and Monuments, con l’autorizzazione del Ministero della Pubblica Istruzione, per salvaguardare e riscattare le opere d'arte italiane finite all’estero. Al termine della guerra, nel 1946, il Governo italiano istituisce l’Ufficio Recuperi e ne consegna la direzione a Siviero, che nel corso dello stesso anno diventa anche capo della missione diplomatica italiana presso il governo militare alleato in Germania, con l’incarico di trattare la restituzione delle opere d'arte depositate nei punti di raccolta tedeschi. 

Negli anni Cinquanta Siviero diventa il direttore della Delegazione per le Restituzioni del Ministero degli Affari Esteri e continua ad occuparsi del recupero delle opere trafugate in Germania, così come di altre opere d'arte scomparse dall’Italia, fino al 1983, anno della sua morte.
Un lavoro lungo e prezioso che oggi si manifesta in tutta la sua straordinaria bellezza all’interno di quella che un tempo fu la sua dimora, nel quartiere di San Niccolò.


Il Museo Casa Siviero

Il Museo Casa Siviero è una vera e propria abitazione ed entrando ti verrà quasi voglia di dire: “È permesso?”, perché l’atmosfera è molto intima e in un certo senso ti sentirai come… un ospite. 
La casa è una splendida palazzina ottocentesca situata all’inizio di Lungarno Serristori, distribuita su più piani e dotata di un piccolo spazio verde; le opere d’arte che potrai ammirare nelle varie stanze sono disposte come gli arredi in una casa, con molta naturalezza. Dai quadri alle pareti alle statue sui mobili, puoi scommettere che ognuno di questi pezzi ha una storia straordinaria da raccontare, di cui Rodolfo è protagonista.

Troverai opere di tutte le epoche dell’arte italiana: reperti etruschi, sculture romane, statue in legno del Trecento e dipinti del periodo rinascimentale e barocco. E poi ancora piccole opere in bronzo, manufatti in terracotta, tessuti antichi, armi, medaglie e suppellettili liturgiche.
Siviero, oltre che collezionista, fu anche amico di molti artisti della sua epoca e per questo all’interno del museo potrai trovare opere di De Chirico, Giacomo Manzù, Ardengo Soffici e Pietro Annigoni. Insomma, un vero e proprio tesoro a due passi dal centro, che potrai ammirare quasi in solitudine, lontano dal sovraffollamento dei musei più noti. 


[Credits foto: www.museocasasiviero.it]

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