[La versione di Dario] La Torre di San Niccolò e la Torre della Zecca

Firenze con gli occhi del Sindaco – Capitolo 3.

Scopri Firenze con gli occhi del Sindaco: un viaggio attraverso i luoghi e i misteri della città.

Fin dalla sua fondazione, in epoca romana, Firenze ha sempre avuto delle mura realizzate per cingerla e difenderla dagli attacchi nemici. Costruite, abbattute e ricostruite fino all’ultima cinta muraria di cui abbiamo ancora testimonianza: le mura di Arnolfo, progettate e realizzate alla fine del Duecento da questo grande architetto che lega il suo nome anche alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore e a Palazzo Vecchio. Mura altissime con torri ancora più alte e porte davvero robuste e impenetrabili.

Tra queste ce ne sono due che in qualche modo sono sorelle perché entrambe si affacciano sull'Arno e segnano l’ingresso a sud est della città: La Torre di San Niccolò e la Torre della Zecca.

La Torre di San Niccolò, che in realtà è una porta, non è stata scapitozzata come quasi tutte le altre e possiamo considerare la sua altezza come la cifra dell’altezza di tutte le grandi porte del tempo. È visitabile in alcuni periodi dell'anno ed è la porta da cui si sviluppa il quartiere omonimo.
Dall’altro lato del fiume, sulla riva destra, troviamo l’altra torre. Non una porta in questo caso, ma una torre che si collegava anche essa alle mura arnolfiane: la Torre della Zecca. Questa torre lega il suo nome al fatto che in alcuni periodi la Repubblica Fiorentina decise di stabilire lì la zecca per il conio del famoso fiorino, la moneta più famosa della storia d’Europa e dell’umanità, tanto che ancora oggi si usa in alcuni paesi.

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